Microplastiche, una minaccia per i mari e gli oceani

Plastica, vetro, gomma sintetica, tessuti artificiali e metalli sono generalmente resistenti all’azione di degradazione biologica, ma possono subire la foto-decomposizione, ovvero la degradazione ad opera dell’energia luminosa del sole. Tale processo è particolarmente efficace sulle materie plastiche cosi come altri deterioramenti dovuti ad agenti fisici, quali l’erosione e la degradazione meteorica, che determinano la frammentazione dei materiali in particelle sempre più piccole, dando origine alla micro marine litter, che è causa di un importante inquinamento dei mari minacciando ecosistemi e specie che vi abitano.

Il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente (UNEP) ha definito marine litter o marine debris qualsiasi materiale solido fabbricato e successivamente smaltito o sversato indirettamente in mare (UNEP, 2009).

L’ingresso e la distribuzione della marine litter in mare dipendono da parametri di natura antropica, ma anche ambientali.

Le sorgenti di natura antropica sono per la maggior parte costituite da:
• scarichi urbani e scarichi industriali se non sottoposti ad un adeguato processo di depurazione
• abbandono diretto nell’ambiente a seguito delle attività marittime, come il trasporto merci, passeggeri
• attività di pesca
mentre le sorgenti di natura ambientale riguardano per la maggior parte:
• l’apporto dai fiumi specialmente nei periodi di piena
• le azioni del vento, per i rifiuti più leggeri, ma anche per quelli più pesanti in condizioni di forti temporali
• le condizioni climatiche locali e le variazioni stagionali.
I rifiuti che rientrano nella marine litter possono essere distinti a seconda della loro densità e quindi del loro galleggiamento. I rifiuti che galleggiano sono principalmente quelli in plastica e in alcuni tipi di gomma; detriti di stoffa galleggiano sulla superficie per un periodo molto breve; carta e legno restano inizialmente a galla, ma tendono ad affondare una volta che si impregnano d’acqua; oggetti in vetro e metallo tendono ad affondare immediatamente, tranne nel caso in cui vi sia rimasta dell’aria intrappolata all’interno.

La marine litter galleggiante può avere diversi destini: affondare e depositarsi sui fondali, oppure venir rilasciato sulle coste per azione delle correnti e delle mareggiate; se non prelevato tempestivamente dalle coste può anche verificarsi che possa ritornare al largo.

La permanenza del detrito solido nell’ambiente marino è determinata dai tempi di degradazione dei materiali di cui è costituito, che in molti casi sono molto lunghi, specialmente per i rifiuti plastici.

Per preservare l’ambiente e la salute di ciascuno di noi è quindi fondamentale rispettare l’ecosistema marino riducendo la quantità di plastica utilizzata.